Dai campetti della UISP alla Serie A: l’incredibile storia di Junior Messias

by Cesare Ragionieri

Nel Crotone che si è riaffacciato in Serie A spicca la figura di Junior Messias, seconda punta ma all’occorrenza anche esterno d’attacco. Brasiliano, classe ’91, il suo sembra un racconto proveniente direttamente dal mondo del cinema.

La storia 

Torniamo indietro nel tempo di 7 anni, al 2013. La Serie A era solo una lontana speranza per Junior, che lavorava come fattorino (consegnava elettrodomestici, ndr) e nel tempo libero si divertiva con lo Sport Warique, una squadra di peruviani iscritta al campionato UISP. Arrivato in Italia per fare il calciatore, i suoi sogni si erano subito infranti. Niente permesso di soggiorno e soprattutto nessuno lavoro, per lui che doveva badare alla moglie e ad un figlio piccolo.

E qui entrano in scena i peruviani, che gli offrono un lavoro in cambio della sua presenza nei campi amatoriali. Junior, che pensava a tutt’altro per il suo futuro in Italia, non può far altro che accettare. Non perché lo voglia davvero, ma semplicemente per necessità. Ma il suo talento è troppo per i campetti di periferia. Se ne accorge Ezio Rossi, bandiera del Torino degli anni ’80 e in seguito allenatore, che ai microfoni di gianlucadimarzio.com ha raccontato i suoi ricordi:

«Andai a vederlo su impulso dell’allenatore della squadra dei rifugiati politici alla quale davo una mano. Invasi il campo alla fine. Gli dissi che uno come lui non poteva stare lì».

Rossi prova fin da subito a metterlo in contatto con qualche squadra, ma le prime offerte non possono soddisfare Junior. Che deve prima pensare alla famiglia che a sé stesso. E le proposte arrivate non sono soddisfacenti a livello economico. Fino al 2015, quando arriva finalmente la chiamata giusta. Da parte del Casale, nel campionato di Eccellenza:

«Chiamai subito Junior, poi telefonai al presidente Appierto. Gli feci fare un contratto da 1500 euro al mese, in modo che potesse pensare solo al calcio. Lo portavo sempre in macchina da Torino e lui dominò la stagione. Segnò più di venti gol e fu decisivo per la vittoria del campionato».

La scalata verso il riscatto

Nel 2016-17 la chiamata del Chieri in Serie D: Messias risponde presente e sigla 14 gol in campionato. Che gli valgono la chiamata del Gozzano. Due stagioni, la prima in D e la seconda in Serie C: titolare inamovibile, 4 gol alla prima annata nel mondo dei professionisti. Nel frattempo, nell’estate del 2017, era pronto a firmare per la Pro Vercelli, ma un problema burocratico legato al tesseramento dei giocatori extracomunitari in B, impedì alla trattativa di andare in porto.

«Il mio messaggio per tutti i ragazzi è quello di crederci sempre. Bisogna lottare fino all’ultimo per i propri obiettivi, essere convinti dei propri mezzi. I sogni prima o poi si avverano».

 

Il resto è storia recente: il Crotone si innamora di lui e il direttore sportivo, Giuseppe Ursino, decide di puntare su di lui. E scommettere su un ragazzo talentuoso, esordiente in Serie B a 28 anni, con la voglia di recuperare tutto il tempo perso. Il manifesto della sua stagione è la doppietta contro il Cittadella, che ha messo un mattone fondamentale nella corsa alla promozione dei calabresi. Finisce il campionato con 6 gol e 6 assist in 34 partite.

A 29 anni, 5 mesi e 7 giorni, ieri Junior Messias ha esordito in Serie A con la maglia del suo Crotone. Una bella soddisfazione – nonostante il risultato finale – per chi solo 7 anni fa giocava nel campionato UISP. E adesso dovrà dare anima e corpo per contribuire alla salvezza dei calabresi, tornati in Serie A dopo la parentesi di due stagioni in B.