Dal PSG al Verona, Bernede: «Motta e Buffon mi hanno aiutato tanto. E Haaland…»

by Cosimo Bartoloni

Antoine Bernede, nuovo acquisto dell’Hellas Verona, domenica scorsa è stato l’assoluto protagonista nella vittoria dei suoi contro la Fiorentina, grazie al suo gol realizzato a tempo scaduto. Oggi ha 25 anni, ha un passato nelle giovanili del PSG, in cui ha giocato con alcuni ragazzi che oggi, insieme a lui, sono in Serie A. Lo abbiamo intervistato per farci raccontare le sensazioni dopo il suo primo gol in Italia: «Sono contento di aver aiutato il Verona a vincere contro la Fiorentina», ha raccontato a Cronache. «Qui in Italia voglio dire la mia e far vedere le mie qualità.

Oggi Bernede è in Italia, ma il suo percorso con il calcio è iniziato a farsi serio a Parigi: «Sono cresciuto nel PSG. Ho condiviso lo spogliatoio con tanti giocatori che oggi sono in Serie A: Adli, Weah, Ikoné. Jorko era il più forte di tutti. Nel 2018 avevo 19 anni: dopo il Mondiale Tuchel mi schierò titolare nelle prime due giornate. Poi sono rientrati i big e non ho più trovato spazio. Crescere in quel gruppo di campioni è stato fondamentale per la mia crescita».

«Thiago Motta e Buffon mi hanno aiutato tanto. E Haaland…».

Oltre al PSG, dove ha potuto condividere lo spogliatoio con fuoriclasse assoluti, Bernede ha giocato anche al Salisburgo. In Austria arrivò nel gennaio del 2019, nella stessa finestra di mercato in cui arrivò Haaland: «Thiago Motta e Buffon erano tra quelli che mi hanno aiutato di più. Mi hanno dato tanti consigli, in campo ma anche fuori: come prepararsi per gli allenamenti, cibo, riposo, mentalità ecc. A gennaio 2019 sono andato al Salisburgo. Sono arrivato insieme a Haaland. Lui è sempre stato un ragazzo simpatico, solare e piacevole per lo spogliatoio. Poi in campo… Era impressionante. È esploso l’estate successiva. E poi sapete bene com’è andata… Io invece ho avuto alcuni infortuni, che mi hanno rallentato la carriera. Serve anche un po’ di fortuna e io forse non ne ho avuta molta, sotto questo aspetto. Ma sono cose che mi hanno fatto crescere: fanno parte del percorso. Sono ancora giovane e resto ambizioso, senza guardare troppo al futuro».

La passione di Bernede per il caffè

Bernede è arrivato da poche settimane a Verona, ma si sta già ambientando nel migliore dei modi: «Verona è una città bellissima. Mi sono appena trasferito in un appartamento, in centro. Mi piace camminare per la città, andare nei bar, confrontarmi con le persone». Ci ha raccontato la sua insolita passione: «I bar e per il caffè. I bar sono luoghi dove si parla con le persone, ci si scambiano opinioni e ci si rilassa. Il caffè invece è un po’ come il calcio. Quello che bevi è il prodotto finale, che è come la partita. Ma dietro la produzione del caffè c’è un lavoro enorme, che è un po’ quello che facciamo noi in settimana. E poi è proprio buono: mi piace da morire».

Bar, caffè, basket, foto e viaggi

Caffè, ma non solo: «Amo il basket. Dopo il calcio è lo sport che seguo di più. E poi mi piace viaggiare per scoprire posti nuovi. Appena ho la possibilità viaggio. Con me porto la macchina fotografica e altre attrezzature per fare foto: la fotografia è un’altra mia grande passione. In ogni posto in cui vado, faccio un sacco di foto. Alcune le metto sul mio profilo Instagram, altre le tengo per me. Amo scoprire posti nuovi, conoscere persone e le loro culture. E ovviamente, scoprire i bar dove le persone si incontrano e bevono caffè. Faccio le foto anche a quelli, ovviamente. Sul mio profilo ne troverete molte».